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NOTIZIE SUL MIELE

In questo sito sono indicate varie notizie sugli alimenti prodotti dall'azienda APICOLTURA MARIO CORRENTI e sulle varie tipologie di prodotti. Il miele in quanto alimento naturale dispone di importanti proprietà terapeutiche, nutritive, elemento energetico, dolcificante. Dall'attività delle api derivano diverse tipologie di prodotti, con diverse qualità. Questo ed altro cliccando nello specifico di questo sito.

  Le razze presenti sul NS. territorio
Le api si distinguono per alcune caratteristiche comportamentali,morfologiche e biometriche. In particolare sul territorio Italiano sono presenti sia ecotipi italici che ibridazioni tra varietà create dalla natura o dall'uomo. Apis Mellifica Mellifica. Ape scura presente nell’Europa nord orientale, penisola Iberica, Francia meridionale. E' l'ape storica diffusa in tutti i continenti, ma poi scalzata nelle aree più calde, nel susseguirsi delle glaciazioni, dalle api chiare ( p.e. scutellata in Africa, ligustica in Italia, etc...). Ancora presente in Africa nelle zone più fredde del massiccio dell'Atlas e sul Kilimangiaro. Villo scuro lunghezza ligula = 6,3 mm colorazione scura Nervosa e aggressiva , più grande della Ligustica, ligula più corta, scarsa tendenza alla sciamatura, resiste alle basse temperature, covata primaverile lenta poco adatta alle fioriture precoci. Apis Mellifica Carnica Presente nel bacino Danubiano, Austria . Villo grigiastro lunghezza ligula = 6,6 mm. colorazione scura Calma, forte tendenza alla sciamatura, precocissima nella ripresa primaverile, propolizza poco, resistente alle malattie della covata, scarsa tendenza al saccheggio e deriva, resistenza al freddo. Apis Mellifica Ligustica . Detta anche ape italiana poiché presente nel nostro paese, Sicilia esclusa. Di colorazione giallo arancione nei segmenti addominali. La biometria si differenzia da razza e zone di provenienza : Villo chiaro lunghezza della ligula 6,5/6,7 mm colorazione chiara Si caratterizza per la scarsa tendenza alla sciamatura, docilità ed operosità, bassa propolizzazione, inclinazione al saccheggio e alla deriva, precocità della covata primaverile, adattabilità ai climi non troppo freddi. Apis Mellifica Caucasica .Ape delle zone caucasiche e Russia . villo grigiastro lunghezza ligula = 7 mm. colorazione scura Simile alla Carnica ma meno docile, forte propolizzatrice, soggetta al nosema, grande ligula, resistenza al freddo. Apis Mellifica Buckfast. Ibrido , del famoso Padre Adams, con doti di resistenza all'acariosi, mansuetudine e laboriosità accentuati. E' un ibrido che al contrario di altri se incrociato con la stessa razza mantiene le caratteristiche proprie. Non degenera nelle generazioni seguenti alla prima. Diffuso negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, suo paese d'origine ( Abazia di Buckfast ).

La COVATA

L’uovo dell’ape, di colore bianco perla misura 1,5 mm di lunghezza e 0,3 mm di diametro. Appena deposto viene "incollato" al fondo della cella in posizione verticale con la parte piu' sottile rivolta in basso , da una gocciolina di liquido adesivo emesso dalla stessa regina. L’uovo deposto si adagia dopo tre giorni sul fondo della cella e schiude una larva più piccola dell’uovo stesso. Quest'ultima di aspetto bianco perla somiglia a un piccolo vermiciattolo. Nutrita con gelatina reale (solo per i primi tre giorni quelle di operaia e di fuco)ha uno sviluppo rapidissimo tanto è vero che nel giro di 72 ore si acciambella (con la caratteristica forma ad "C" visibile anche nella foto in alto) occupando l’intero fondodella cella. La larva subisce cinque mute. Finita di crescere la larva si distende con la testa rivolta verso l’apertura ed è pronta per trasformarsi in ninfa. E’ in questo stadio che avviene l'opercolamento, le celle vengono "tappate" alla sommita' con un opercolo di cera, al loro interno si assiate alla metamorfosi: cominciano a formarsi tutti gli organi che a seconda della casta portano in tempi diversi all’insetto perfetto (è questa una delle fasi piu' delicate per il buon andamento dell'intero apiario , da una covata normale, dipende infatti la salubrità dell'intera famiglia e proprio in questa fase vi si possono arrecare i danni piu' gravi sopratutto a causa di patologie, varroasi in primis, che causano l'imperfezione dell'insetto). Dalla deposizione dell’uovo allo sfarfallamento i tempi sono diversi per l’operaia, il fuco e la regina. L’operaia impiega 21 giorni, il fuco 24 e la regina 16. Dopo questo tempo l’insetto rosicchia l’opercolo e sfarfalla dando inizio alle attività alle quali è chiamato a compiere. E' bene , inoltre sapere che per un corretto sviluppo sia l'ovicino che la larva hanno bisogno di temperatura di 30°-35° mantenuta costante dalle operaie che affollano i favi .

L'ARNIA RAZIONALE

Le arnie adottate in tutto il mondo , sono il frutto di centinaia di anni di ricerche e sperimentazioni : l'apicoltura razionale viene praticata con arnie molto simili tra di loro e derivanti dal modello messo a punto da Langstroth basato su misure prestabilite collegate con il cosiddetto 'Passo d' Ape' . Infatti , è con la scoperta del "Passo d’Ape" che l’apicoltura mondiale compie dei passi da gigante, un' importante scoperta che ha consentito di razionalizzare tutte le operazioni inerenti l’allevamento e le tecniche di produzione apistiche. Oggi che l’arnia razionale è a portata di tutti gli apicoltori la scoperta del passo d’ape sembra una cosa banale. Ma la sua importanza si intuisce allorquando si pensa che tutti gli sforzi compiuti dall’uomo sono stati ostacolati dal fatto che non disponevano di arnie razionalmente concepite. Come già accennato in precedenza il passo che ha permesso di cambiare il modo di concepire l’apicoltura fu compiuto ad opera di un giovane pastore di Andover nel Massachussetts Lorenzo Lorraine Langstroth nel 1851, con la scoperta del passo d’ape o spazio d’ape. Affascinato dal mondo delle api, apicoltore lui stesso aveva letto molti libri tra i quali Lettere di Huber procurandosi l’arnia a libro da lui inventata. Nei dettagli , la scoperta dello spazio d’ape , consiste nel lasciare tra coprifavo e portafavo e tra i montanti dei telaini uno spazio di 9,5 mm. Questo spazio permise a Langstoth di rimuovere i telaini senza che questi venissero fissati, cioè propolizzati alla parete e al tetto.Era così nata l’arnia a telaino mobile. Nello spazio da lui lasciato libero le api non costruirono né favi né ponti e il telaio diventò veramente mobile. L’arnia a telaino mobile entrata nell’uso comune nel 1861 in America si diffuse in Inghilterra l’anno successivo e da qui in tutte le parti del mondo Italia compresa con diverse caratteristiche (Dadant-Blatt , Italica-Carlini etc.) , ma tutte collegate al modello Langstoth.



 

 
  
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